In un’epoca dominata dall’inarrestabile ascesa degli algoritmi e dalla perfezione sintetica dei pixel, emerge una nuova direttrice che riporta l'essenza dell'uomo al centro della scena pubblica. Alberto Barachini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria, ha tracciato un confine netto e invalicabile attraverso una nuova circolare del Dipartimento per l'informazione e l'editoria. Il provvedimento stabilisce un principio cardine per la comunicazione dello Stato: gli spot istituzionali dovranno essere animati esclusivamente da attori e voci umane. La decisione di Barachini non è soltanto un atto amministrativo, ma un manifesto culturale che celebra l'autenticità. In un mercato globale sempre più affascinato dalle potenzialità dell'Intelligenza Artificiale, il Governo italiano sceglie di preservare il calore, l'emozione e l'imperfezione vitale che solo un interprete in carne ed ossa può trasmettere. Secondo le nuove disposizioni, la narrazione dei valori pubblici non può essere delegata a un codice binario, ma deve passare attraverso la sensibilità e la professionalità di artisti che rappresentano il volto e il respiro della nazione. Il documento emanato dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria introduce inoltre un obbligo di trasparenza senza precedenti: l'uso dell'IA va dichiarato. Qualora le tecnologie di intelligenza artificiale venissero impiegate nei processi creativi o produttivi, la loro presenza dovrà essere esplicitata con chiarezza. Questa misura mira a tutelare il cittadino-utente, garantendo il diritto a una comunicazione onesta e distinguibile, dove il confine tra il reale e il generato sia sempre percepibile e mai ambiguo. L'approccio di Barachini si inserisce in un dibattito internazionale di estrema attualità riguardante l'etica digitale. Imponendo l'impiego di attori e voci umane, il Sottosegretario non solo sostiene l'industria creativa e del doppiaggio — settori d'eccellenza del Made in Italy — ma riafferma la centralità dell'individuo in un contesto tecnologico che rischia di alienare il messaggio dalla sua fonte. La circolare del Dipartimento per l'informazione e l'editoria diventa così un baluardo contro la standardizzazione emotiva, promuovendo una comunicazione istituzionale che sia, prima di tutto, un incontro tra persone. Per i professionisti del settore e per le agenzie che collaborano con la Pubblica Amministrazione, queste linee guida rappresentano una sfida verso l'eccellenza artigianale. La tecnologia rimane uno strumento prezioso di supporto, ma la leadership creativa e l'esecuzione finale devono restare saldamente nelle mani — e nelle corde vocali — dell'essere umano. In questo scenario, il lusso della verità diventa il valore aggiunto di ogni campagna istituzionale, segnando un ritorno al futuro dove l'innovazione non sostituisce l'anima, ma impara a rispettarne il primato.