Aveva cucito le proprie prime cuffie nel convento in cui era stata abbandonata. Negli anni Venti, sarebbe diventata la stilista più rivoluzionaria del Novecento. Le ha tolto di dosso il corsetto, le ha messo i pantaloni, le ha tagliato i capelli. Era una donna fragile, controversa, autoritaria. Eppure il suo nome è ancora, novant’anni dopo, sinonimo di una rivoluzione di costume che ha cambiato per sempre il modo in cui le donne abitano il proprio corpo.