Lo abbiamo incontrato a Lucca per una conversazione sulla musica e su ciò che una voce riesce a raccontare oltre le parole. Formatosi tra Toronto, Venezia e New York, il suo percorso mette in dialogo la tradizione classica e la sensibilità del pop, con una ricerca espressiva che parte sempre da un’emozione personale. Si definisce un’«anima antica» e trova nel silenzio lo spazio in cui può nascere una canzone. Parlando del suo rapporto con l’Italia, dei ricordi risvegliati negli ascoltatori e degli imprevisti sul palco, racconta come abbia imparato a fidarsi della propria voce, lasciando emergere anche le emozioni meno controllabili. In questa intervista ci accompagna nel suo modo di vivere la musica: dalla disciplina della formazione alla libertà di un’interpretazione capace di creare un legame con il pubblico.