L’estetica della parola: Marco Nereo Rotelli riscrive il mito di Pound e Pasolini alla Rocca Albornoz Sospesa sul profilo monumentale di Spoleto, la Rocca Albornoz si riafferma come epicentro del dialogo tra memoria storica e avanguardia espressiva. Le austere volumetrie della fortezza trecentesca accolgono oggi la ricerca di Marco Nereo Rotelli, artista che ha eletto la luce e il verbo a strumenti d’indagine metafisica. La mostra "PPP - Pound Poesia Pasolini" non si configura come una semplice rassegna antologica, ma come un’architettura del pensiero che celebra l’eredità intellettuale di due figure cardinali del Novecento attraverso la sensibilità di un maestro del contemporaneo. Rotelli, internazionalmente riconosciuto per le sue imponenti installazioni luminose che hanno trasfigurato i profili del Louvre e dell’Arco di Trionfo, opera qui un ritorno alla dimensione materica e raccolta. Nelle sale della Rocca, la parola si spoglia della sua funzione puramente semantica per farsi corpo, pigmento e vibrazione. Il segno grafico, cifra distintiva dell’artista veneziano, incide lo spazio espositivo creando un contrappunto visivo tra la solidità della pietra spoletina e l’eterea fluidità della composizione poetica. Il percorso curatoriale si snoda come un’esegesi visiva delle visioni di Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini. Sebbene distanti per traiettorie ideologiche, i due autori emergono in questa sede accomunati da una radicale tensione verso la verità e da una critica sferzante alla deriva massificata della modernità. Rotelli sintetizza queste complessità in epifanie cromatiche stratificate, dove l’oro e i blu profondi non sono semplici scelte estetiche, ma veicoli di una spiritualità laica che rivendica il primato della cultura sull’effimero. Per il collezionismo più attento e per gli estimatori di un’arte che rifugge la decorazione fine a se stessa, l’appuntamento spoletino rappresenta un momento di rara densità intellettuale. La scelta della sede, in una città che ha fatto della contaminazione tra le arti la propria vocazione elettiva, esalta la natura sinestetica dell’opera di Rotelli. Ogni tela, ogni oggetto d’arte esposto, invita a una stasi meditativa, ponendo lo spettatore di fronte alla forza salvifica della poesia in un’epoca di frammentazione identitaria. L’allestimento, orchestrato con rigorosa eleganza, rispetta la verticalità dei volumi storici, permettendo al gesto pittorico di Rotelli di abitare i luoghi senza sopraffarli. Il risultato è un’esperienza sensoriale assoluta, in cui l’artista si conferma "poeta della luce", capace di tradurre l’astrazione del pensiero filosofico in una narrazione visiva solenne. "PPP" è dunque un omaggio alla resistenza della parola, un atto di devozione verso quei giganti della letteratura che, attraverso il filtro di Rotelli, continuano a illuminare le zone d’ombra della nostra contemporaneità. ✍️ Elaborato dalla redazione di Overluxe