Informazioni aggiornate al 20 settembre 2026.
Un tumore che non risulta più rilevabile dopo una terapia farmacologica, con la possibilità di evitare chirurgia, radioterapia e chemioterapia: è questa la prospettiva che ha portato il dostarlimab all’attenzione mondiale. Il dato più celebre — una risposta completa in tutti i pazienti di un gruppo studiato — riguarda una popolazione selezionata di persone con tumore del retto.
Per comprenderne il valore occorre conoscere le caratteristiche biologiche di quella malattia, la durata dei controlli e il significato della parola “risposta”. Il risultato è straordinario, ma non dimostra che il farmaco guarisca qualsiasi tumore. Studio pubblicato nel New England Journal of Medicine, 2025.
Dostarlimab: disponibilità in Italia e storia del farmaco
Per un lettore italiano c’è poi un’informazione decisiva: dostarlimab, commercializzato come Jemperli, è già un medicinale autorizzato in Europa per determinate forme di carcinoma dell’endometrio. Inoltre, in Italia esiste un percorso specifico a carico del Servizio sanitario nazionale anche per alcuni tumori del retto.
Chiedere “quando arriverà” richiede quindi una precisazione: il farmaco esiste già nella pratica clinica; ciò che continua a evolvere è l’insieme delle malattie e delle condizioni per le quali può essere utilizzato. EMA: Jemperli; Gazzetta Ufficiale: determina AIFA del dicembre 2025.
La sua storia parte dagli Stati Uniti. La scoperta dell’anticorpo è attribuita ad AnaptysBio, società biotecnologica con sede a San Diego, in California. Nel marzo 2014 la molecola entrò in un accordo di collaborazione e licenza esclusiva con TESARO; oggi GSK ne cura lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione.
È una distinzione utile: l’azienda che individua una molecola, quella che la sviluppa e l’ospedale che dimostra un nuovo impiego clinico possono essere soggetti diversi. Attribuire tutto a un unico laboratorio o a un singolo medico cancellerebbe una parte importante del percorso. AnaptysBio: collaborazioni; GSK: origine e sviluppo di Jemperli.
Il centro che ha reso celebre il suo impiego nel tumore del retto è invece il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York. Qui il gruppo guidato da Andrea Cercek e Luis Diaz ha studiato la possibilità di trattare pazienti selezionati con immunoterapia e, in presenza di una risposta completa, conservarne l’organo.
Le prime pubblicazioni risalgono al 2022. L’interesse non riguardava soltanto la riduzione del tumore: evitare trattamenti locali invasivi poteva significare preservare funzioni intestinali, urinarie, sessuali e riproduttive. Memorial Sloan Kettering: la ricerca sul tumore del retto.
Come agisce dostarlimab: il meccanismo d'azione
Per capire come agisce dostarlimab bisogna partire dai linfociti T, cellule del sistema immunitario capaci di riconoscere e attaccare cellule anomale. La loro attività è regolata da segnali di attivazione e da segnali inibitori, necessari a limitare danni ai tessuti sani. Uno di questi meccanismi coinvolge una proteina chiamata PD-1.
Quando incontra i suoi ligandi, tra cui PD-L1, può trasmettere un segnale che riduce l’attività del linfocita. Alcuni tumori sfruttano questo sistema per attenuare la risposta immunitaria.
Dostarlimab è un anticorpo monoclonale che blocca PD-1. L’immagine del “freno” aiuta: togliendo un segnale inibitorio, il farmaco può consentire alle difese di tornare ad agire contro il tumore. La risposta, però, dipende anche dalla capacità di riconoscere le cellule malate e dalle caratteristiche dell’ambiente tumorale.
Questa famiglia di medicinali viene chiamata “inibitori dei checkpoint immunitari”. Il principio è già consolidato nell’oncologia; la novità del caso dostarlimab riguarda soprattutto risultati e strategie terapeutiche in popolazioni specifiche. National Cancer Institute: come funzionano gli inibitori dei checkpoint.
Il ruolo della selezione biologica: dMMR e MSI-H
Nel tumore del retto, la selezione biologica è centrale. La sigla dMMR indica un difetto del sistema che corregge determinati errori durante la copia del DNA. Quando questa riparazione funziona male, le cellule possono accumulare numerose alterazioni. Un fenomeno strettamente collegato è l’MSI-H, cioè un’elevata instabilità dei microsatelliti, brevi sequenze ripetute del DNA.
Le due espressioni descrivono aspetti correlati, misurati con esami diversi.
Le alterazioni accumulate possono favorire la produzione di segnali riconoscibili dal sistema immunitario e rendere alcuni di questi tumori particolarmente sensibili all’immunoterapia. Ecco perché il referto molecolare ha un peso concreto nella scelta della cura.
Il difetto MMR può comparire in diversi tumori e anche nel contesto della sindrome ereditaria di Lynch; il riscontro nel tumore non equivale, da solo, a una diagnosi di sindrome ereditaria. National Cancer Institute: deficit del mismatch repair; GSK: caratteristiche biologiche dei tumori studiati.
Risultati clinici e durata della risposta
Il dato clinico più noto è stato rafforzato dalla pubblicazione del 2025 sul New England Journal of Medicine: tutti i 49 pazienti con tumore del retto che avevano completato il trattamento ottennero una risposta clinica completa e scelsero la gestione senza intervento. Al momento dell’analisi, 37 avevano raggiunto il traguardo della risposta completa mantenuta a dodici mesi.
Nella coorte con altri tumori solidi dMMR, invece, la risposta completa riguardava 35 dei 54 pazienti che avevano concluso la terapia. Questi numeri spiegano perché il “100%” debba sempre essere accompagnato dalla descrizione del gruppo cui si riferisce. Pubblicazione scientifica del 2025: risultati delle due coorti.
“Risposta clinica completa” significa che gli accertamenti previsti non rilevano più segni di malattia. Non è una certificazione immediata di guarigione definitiva. Nel percorso studiato, la valutazione comprendeva esami strumentali ed endoscopici e controlli successivi.
Scegliere di evitare l’intervento richiede quindi una sorveglianza organizzata: il tempo serve a verificare la durata della risposta e a riconoscere eventuali ricomparse della malattia. Conservare un organo comporta un impegno di follow-up, oltre alla possibilità di ridurre le conseguenze delle terapie. Memorial Sloan Kettering: trattamento e controlli.
Il programma di ricerca AZUR-1: contesto internazionale
Il programma di ricerca è poi diventato internazionale. AZUR-1 è uno studio di fase II dedicato a persone con tumore del retto localmente avanzato, stadio II o III, dMMR/MSI-H e non precedentemente trattato. Il protocollo ha previsto nove somministrazioni endovenose, una ogni tre settimane, nell’arco di circa sei mesi.
Il 13 luglio 2026 GSK ha annunciato che lo studio, comprendente 154 partecipanti, aveva raggiunto l’obiettivo principale relativo alla risposta clinica completa mantenuta per dodici mesi. Il comunicato non pubblicava la percentuale numerica dettagliata: sarebbe dunque scorretto attribuire ad AZUR-1 il “100%” osservato nella coorte del Memorial Sloan Kettering. GSK: annuncio dei risultati AZUR-1.
Il registro pubblico di AZUR-1 documenta una rete di sedi in dieci Paesi, Italia compresa, con località italiane a Milano, Padova e Roma. Alla consultazione, lo stato risultava attivo ma senza nuovi arruolamenti. Significa che le attività e i controlli possono continuare, mentre l’ingresso di nuovi partecipanti è chiuso.
Questo dettaglio conta per chi cerca una sperimentazione: un ospedale elencato in un protocollo non ha necessariamente posti disponibili. La scheda pubblica identifica lo studio con il codice NCT05723562, utile per evitare confusioni con altri programmi sullo stesso farmaco. ClinicalTrials.gov: AZUR-1.
La valutazione scientifica richiede inoltre di distinguere studi a un solo gruppo e studi con confronto randomizzato. AZUR-1 è a braccio singolo: tutti i partecipanti ricevono il trattamento previsto, senza un gruppo assegnato casualmente a una terapia alternativa. Un risultato molto favorevole resta rilevante, ma il disegno dello studio determina quali confronti si possono fare. Per giudicare la strategia nel lungo periodo serviranno risultati completi, durata delle risposte e informazioni sui trattamenti necessari in caso di persistenza o ricomparsa della malattia. ClinicalTrials.gov: disegno dello studio AZUR-1.
Applicazioni di dostarlimab in altri tumori: GARNET e RUBY
Dostarlimab è stato studiato anche in situazioni oncologiche diverse, con risultati che aiutano a ridimensionare le generalizzazioni. Nello studio GARNET, i dati che sostennero nel 2021 l’autorizzazione accelerata statunitense per alcuni tumori solidi avanzati dMMR riguardavano 209 pazienti valutabili per l’efficacia. La risposta obiettiva fu del 41,6%: il 9,1% ebbe una risposta completa e il 32,5% una risposta parziale.
Si trattava di persone con malattia avanzata o ricorrente, già trattate e senza alternative soddisfacenti. Una situazione profondamente diversa dal tumore del retto localizzato, affrontato prima di altre cure. FDA: autorizzazione nei tumori solidi dMMR.
Un’altra tappa fondamentale è RUBY, studio randomizzato con 494 pazienti con carcinoma dell’endometrio primariamente avanzato o ricorrente. Qui dostarlimab è stato aggiunto a carboplatino e paclitaxel e confrontato con la stessa chemioterapia associata a placebo. Nei dati riportati dalla FDA per l’ampliamento dell’indicazione del 2024, la sopravvivenza globale mediana risultava di 44,6 mesi nel gruppo con dostarlimab e di 28,2 mesi nel gruppo di confronto.
La mediana descrive un risultato collettivo: non stabilisce quanto vivrà una singola persona. Il significato dello studio è dimostrare un beneficio aggiuntivo della combinazione in quella popolazione. Anche questo risultato non va confuso con la scomparsa clinica del tumore del retto. Il medesimo farmaco può avere obiettivi, associazioni e benefici differenti a seconda della malattia. FDA: ampliamento dell’indicazione nel carcinoma dell’endometrio.
Jemperli in Europa e Italia: indicazioni e rimborsabilità
Sul piano europeo, Jemperli ha ottenuto l’autorizzazione condizionata il 21 aprile 2021, poi convertita in autorizzazione standard il 7 dicembre 2023. Le indicazioni europee comprendono l’impiego con carboplatino e paclitaxel nella prima linea del carcinoma dell’endometrio primariamente avanzato o ricorrente nelle pazienti candidate alla terapia sistemica, e l’impiego da solo nel carcinoma endometriale avanzato o ricorrente dMMR/MSI-H progredito durante o dopo un precedente trattamento contenente platino.
Il tumore del retto non compare tra le indicazioni della documentazione europea consultata. EMA: autorizzazione e informazioni su Jemperli; Informazioni europee sul prodotto.
In Italia la rimborsabilità ha seguito provvedimenti specifici. Dal 16 settembre 2022 è stato attivato il percorso per la monoterapia nel carcinoma endometriale avanzato o ricorrente dMMR/MSI-H dopo progressione con platino. Dal 28 gennaio 2026 AIFA ha attivato il registro per l’associazione con carboplatino e paclitaxel nella prima linea del carcinoma endometriale primariamente avanzato o ricorrente nelle pazienti candidate alla terapia sistemica.
Quest’ultima indicazione non è limitata ai soli tumori dMMR/MSI-H. È dunque errato trasferire automaticamente a tutti gli impieghi del farmaco la selezione biologica usata negli studi sul retto. AIFA: monoterapia endometriale; AIFA: registro della combinazione in prima linea.
Accesso italiano per il tumore del retto: Legge 648/96
Per il retto esiste invece un accesso italiano attraverso la legge 648/96. Dal 28 ottobre 2023 è stata prevista l’erogazione a carico del SSN per l’adenocarcinoma del retto localmente avanzato, stadio II–III, con MSI-H, secondo i criteri AIFA. Dopo successive proroghe, la determina 1806/2025 del 19 dicembre 2025, pubblicata il 29 dicembre, ha stabilito la permanenza nell’elenco senza un limite temporale prestabilito, mantenendo le condizioni del registro di monitoraggio.
L’eliminazione della scadenza riguarda l’inserimento nell’elenco: non significa terapia di durata illimitata, né accesso per qualsiasi tumore. Soprattutto, questo percorso italiano va distinto dall’inserimento del retto nell’autorizzazione europea alla commercializzazione. Sono strumenti regolatori diversi che possono coesistere. AIFA: attivazione dell’accesso per il retto; Gazzetta Ufficiale: determina 1806/2025.
Per una persona in Italia interessata a capire se possa riceverlo, il punto di partenza è l’oncologo e, quando indicato, una valutazione multidisciplinare. Occorre verificare diagnosi, stadio, risultati MSI/MMR, cure già effettuate e condizioni cliniche, confrontandoli con i criteri applicabili. Nel percorso previsto dalla legge 648/96 sono richiesti un piano terapeutico specialistico e il consenso informato.
La prescrizione e il monitoraggio competono alle strutture abilitate.
Non è quindi necessario presumere che l’unica possibilità sia partire per gli Stati Uniti o trovare un posto in una sperimentazione. Per chi soddisfa i criteri italiani esiste già una strada assistenziale da valutare. Il farmaco, nel relativo percorso, è a carico del Servizio sanitario nazionale. Tempi della valutazione e organizzazione pratica vanno verificati con il centro che prende in carico il paziente. AIFA: funzionamento della legge 648/96.
Collegamenti utili
- AIFA: accesso a dostarlimab per il tumore del retto secondo la legge 648/96, da discutere con l’oncologo.
- AIFA: registri e piani terapeutici, riferimento per il monitoraggio e le condizioni applicabili.
- Istituto Oncologico Veneto: prima visita e Policlinico Gemelli: prenotazioni, esempi di canali istituzionali per richiedere una valutazione oncologica. Questi contatti non certificano disponibilità del farmaco o posti in uno studio.
- ClinicalTrials.gov: AZUR-1, NCT05723562, per consultare protocollo, sedi e stato del reclutamento.
- ClinicalTrials.gov: studio del Memorial Sloan Kettering, NCT04165772, per il programma americano; l’eventuale ammissione richiede la verifica dei criteri da parte del centro.
Futuro regolatorio e tollerabilità
Sul futuro regolatorio, l’aggiornamento più recente è del 24 agosto 2026: GSK ha annunciato l’accettazione da parte della FDA della domanda di ampliamento per il tumore del retto localmente avanzato dMMR/MSI-H, stadio II–III, non precedentemente trattato. La domanda ha ottenuto una revisione prioritaria, con una decisione prevista per febbraio 2027, salvo possibili accelerazioni.
Una revisione prioritaria non equivale a un’approvazione e la data prevista non garantisce un esito positivo. Non determina neppure automaticamente le decisioni europee o italiane. GSK: domanda accettata dalla FDA.
Anche la tollerabilità merita precisione. Liberare l’attività immunitaria può provocare infiammazioni dei tessuti sani. Sono possibili reazioni che interessano intestino, polmoni, fegato, reni e ghiandole endocrine, oltre ad altri eventi meno comuni; alcune possono essere gravi. La terapia richiede controlli e una gestione tempestiva dei sintomi sospetti. Gli effetti della combinazione con chemioterapia vanno inoltre valutati considerando tutti i medicinali utilizzati.
Presentare dostarlimab come una cura “senza effetti collaterali” sarebbe scorretto. EMA: sicurezza e precauzioni del medicinale.
Dostarlimab rappresenta dunque una nuova frontiera? La risposta più fondata riguarda la strategia che sta contribuendo a rendere possibile: identificare una vulnerabilità biologica del tumore, scegliere una terapia coerente e valutare se la risposta consenta di preservare un organo. Il valore potenziale comprende sia il controllo della malattia sia la qualità della vita dopo le cure. Questa interpretazione nasce dai risultati descritti e deve continuare a confrontarsi con la loro durata, la sicurezza e la possibilità di riprodurli nella pratica clinica.
Per chi legge, la domanda utile diventa: “Il mio tumore presenta le caratteristiche studiate, e quale percorso è appropriato nel mio caso?”. Per la ricerca restano centrali la durata del beneficio, il riconoscimento delle resistenze e la gestione di chi non risponde. Una frontiera scientifica acquista valore quando si traduce in decisioni verificabili, accesso alle cure e risultati duraturi: è su questi elementi che andrà misurato il futuro di dostarlimab.
Articolo completo scaricabile: Overluxe-Dostarlimab.md.