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Salisburgo, dove l'estate diventa arte allo stato più puro

Salisburgo, dove l'estate diventa arte allo stato più puro. Nella città natale di Mozart ogni anno si celebra il vertice assoluto della cultura.

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Salisburgo, dove l'estate diventa arte allo stato più puro

puro. Nella città natale di Mozart, ogni estate, si tiene il più prestigioso festival di arti dello spettacolo del mondo: settimane di opera, musica e teatro ai massimi livelli, che richiamano i più grandi artisti del pianeta. Un vertice assoluto della cultura—e quest'anno, un omaggio all'amore Per cinque settimane, ogni estate, una piccola e splendida città austriaca diventa la capitale mondiale della grande musica e del grande teatro: è Salisburgo, la città natale di Mozart, che ospita il Festival di Salisburgo—il più prestigioso e celebre festival di arti dello spettacolo del mondo. Opera, concerti, teatro ai massimi livelli assoluti, con i più grandi artisti del pianeta, in una cornice di bellezza e di storia incomparabile. Quest'anno (dal 17 luglio al 30 agosto) il festival si tiene all'insegna di un tema bellissimo: un "panorama dell'amore". Un vertice della cultura europea, che vale la pena di conoscere. E, per il nostro numero 50, una festa dell'arte ai suoi massimi livelli.

Una piccola scena. È sera, a Salisburgo. Sul sagrato del Duomo, all'aperto, sotto il cielo che si fa scuro, va in scena uno spettacolo che si ripete, ogni estate, da oltre un secolo: il "Jedermann" ("Ognuno"), l'antica e celebre rappresentazione che apre, per tradizione, il Festival di Salisburgo. Tutt'intorno, la città di Mozart—le sue chiese barocche, la fortezza che domina dall'alto, le cupole e le guglie—fa da cornice sublime. E nei giorni e nelle settimane che seguono, nei teatri e nelle sale da concerto della città, si esibiranno alcuni fra i più grandi artisti viventi del mondo: i più celebri direttori d'orchestra, le più grandi voci dell'opera, i più straordinari solisti e le più prestigiose orchestre del pianeta. È il Festival di Salisburgo—il più importante e prestigioso festival di arti dello spettacolo del mondo, e uno dei vertici assoluti della cultura europea. Vale la pena di conoscerlo—e, per festeggiare questo nostro numero 50, ci pare bello cominciare proprio da una festa dell'arte ai suoi massimi livelli.

Il Festival di Salisburgo (in tedesco "Salzburger Festspiele") è, dal lontano 1920, l'appuntamento più prestigioso del mondo per la grande musica, l'opera e il teatro.

Ogni estate, per circa cinque settimane (quest'anno dal 17 luglio al 30 agosto), trasforma Salisburgo nella capitale mondiale della cultura: un programma sterminato e di altissimo livello—oltre duecento rappresentazioni—fra opere liriche, concerti sinfonici, recital, spettacoli teatrali, che richiama un pubblico internazionale e i più grandi artisti del pianeta. È, semplicemente, il festival più importante e ambito del suo genere—il luogo dove ogni anno si dà appuntamento il meglio assoluto del mondo della musica e dello spettacolo, in un'atmosfera di prestigio, eleganza e bellezza incomparabile. Non a caso, esibirsi a Salisburgo è, per un artista, fra i più alti riconoscimenti possibili.

La città di Mozart, e il «Jedermann» Due cose, in particolare, rendono unico il Festival di Salisburgo. La prima è la cornice:

Salisburgo non è una città qualunque, ma la città natale di Wolfgang Amadeus Mozart—uno dei più grandi geni della storia della musica. È la sua città, e il festival ne è, in un certo senso, il grande omaggio: la musica di Mozart ne è da sempre il cuore pulsante. E Salisburgo è, di per sé, una città di straordinaria bellezza—un gioiello barocco incastonato fra le Alpi, con il suo centro storico patrimonio dell'umanità, le sue chiese, i suoi palazzi, la fortezza che la domina: una cornice da sogno per la grande musica. La seconda cosa è una tradizione che dura da oltre cento anni: ogni edizione del festival si apre con la rappresentazione del "Jedermann" ("Ognuno"), un'antica sacra rappresentazione—la storia di un uomo ricco messo di fronte alla morte e al senso della vita—che viene messa in scena, ogni anno dal 1920, all'aperto, sul sagrato del Duomo, in una delle immagini più suggestive e celebri di tutto il festival.

Quest'anno, un «panorama dell'amore» Ogni edizione del Festival di Salisburgo ha, poi, un suo filo conduttore, un tema. E quello di quest'anno è particolarmente bello, e—ci piace pensare—in sintonia con questo nostro numero: un "panorama dell'amore". Il programma del 2026 esplora infatti l'amore in tutte le sue forme e sfumature, attraverso i capolavori in cartellone: dalla "Carmen" di Bizet, con la sua eroina che insegue appassionatamente la libertà nell'amore e nella vita, al "Così fan tutte" di Mozart, ironica e profonda "scuola degli amanti"; dalle passioni più ardenti alle più spirituali, dal cuore alla ragione (e il festival cita, a questo proposito, la celebre frase di Pascal: "il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce"). Un viaggio nell'amore in tutte le sue forme—che fa da splendido contrappunto, guarda caso, al tema di cui parleremo, su tutt'altro versante, nel prossimo articolo: come è cambiato, oggi, il nostro modo di cercare e vivere