L'Etna torna a far sentire la propria voce con una nuova emissione di cenere vulcanica che ha immediatamente innescato protocolli di sicurezza per il comparto aereo della Sicilia orientale. Le autorità aeroportuali hanno disposto la sospensione totale di tutte le attività di volo presso l'aeroporto di Catania, una misura resa necessaria dalla presenza massiccia di piroclasti che rendono impraticabili le piste e insicuri i cieli sovrastanti il vulcano attivo più alto d'Europa. La decisione, comunicata nelle prime ore della giornata, fissa il termine dello stop operativo alle 18, orario in cui si spera che le condizioni permettano una ripresa graduale dei collegamenti nazionali e internazionali.
La situazione di emergenza non riguarda esclusivamente lo scalo principale del capoluogo etneo, ma ha esteso i suoi effetti anche all'aeroporto di Comiso. In questa struttura, le operazioni di volo sono state interrotte a causa della cosiddetta 'contaminazione' da cenere vulcanica, sebbene con un orizzonte temporale più limitato rispetto a Catania. Per lo scalo ragusano, infatti, le restrizioni sono state mantenute in vigore fino alle 10, momento in cui è stato possibile valutare la sicurezza delle infrastrutture e procedere con le eventuali operazioni di bonifica delle superfici di rullaggio e decollo.
L'emissione di cenere dall'Etna rappresenta una delle sfide più complesse per la gestione del traffico aereo nel Mediterraneo. Quando il vulcano entra in una fase di attività esplosiva, i materiali espulsi possono raggiungere quote elevate e venire trasportati dai venti per decine di chilometri. La cenere vulcanica, composta da piccoli frammenti di roccia e vetro vulcanico, è estremamente abrasiva e rappresenta un pericolo critico per i motori a turbina degli aeromobili. L'aspirazione di tali particelle può causare lo spegnimento dei propulsori in volo o danneggiare gravemente i sistemi avionici e i parabrezza, rendendo la chiusura dello spazio aereo una scelta obbligata e non negoziabile.
A Catania, il blocco fino alle 18 comporta una riorganizzazione massiccia per migliaia di passeggeri e per le compagnie aeree che operano sullo scalo. Molti voli sono stati dirottati verso altri aeroporti dell'isola o cancellati, con pesanti ripercussioni sulla logistica dei trasporti regionali. Le squadre di manutenzione dello scalo etneo sono già al lavoro per monitorare lo stato della pista e coordinare le pulizie meccanizzate, che richiedono tempi tecnici precisi per garantire che non rimanga traccia di polvere vulcanica, la quale, se bagnata o compressa, può diventare estremamente scivolosa o formare croste dure simili al cemento.
Il fenomeno dell'emissione di cenere è monitorato costantemente dagli esperti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i quali forniscono dati in tempo reale alle autorità aeronautiche. La previsione della dispersione delle ceneri è fondamentale per decidere la durata delle chiusure. In questo caso, la finestra temporale che si estende fino alle 18 per Catania suggerisce una persistenza del fenomeno o la necessità di un tempo prolungato per la messa in sicurezza totale dell'area di movimento degli aeromobili, che deve essere perfettamente pulita prima di autorizzare qualsiasi manovra.
Elaborato dalla redazione di Overluxe.