Dubrovnik la perla murata, Spalato e il palazzo di un imperatore, Traù gioiello veneziano, e un arcipelago di isole splendide—Hvar, Korčula, Vis—dove il mare è cristallino, la pietra è bianca e la storia parla anche italiano Di fronte alle coste italiane, oltre l'Adriatico, si estende una delle coste più belle del Mediterraneo: la Dalmazia, in Croazia. Una sottile striscia di terra protetta dalle montagne, fronteggiata da centinaia di isole, ricca di città d'arte di antica bellezza—Dubrovnik, Spalato, Zara, Traù—e di un mare cristallino fra i più limpidi d'Europa. Per secoli legata a Venezia, conserva un'anima mediterranea e in parte italiana. Mare splendido, isole incantevoli, città cariche di storia, ottima cucina e vini, a poche ore dall'Italia: una meta estiva meravigliosa, ancora capace di sorprendere. Vale la pena di scoprirla.
Una piccola scena. Mattino presto a Dubrovnik—la "perla dell'Adriatico". Si sale sulle antiche mura che cingono interamente la città vecchia—possenti, intatte, percorribili lungo tutto il loro perimetro. E da lassù, lo spettacolo toglie ilfiato. Sotto, la città vecchia—un labirinto di vie lastricate di pietra bianca lucente, di palazzi, di chiese, di campanili, di tetti rossi, racchiuso dalle mura. Intorno, il mare—un azzurro intenso, profondo, che bagna gli scogli ai piedi della città. All'orizzonte, le isole. La luce del mattino è dorata, limpida, e fa risplendere la pietra bianca delle mura e dei palazzi. È un'ora magica—prima che arrivino le navi da crociera e la folla, quando la città è ancora silenziosa e si può camminare sulle mura quasi soli, godendo di quella bellezza senza tempo. È, in fondo, un'immagine perfetta della Dalmazia—una terra di città di pietra bianca affacciate su un mare cristallino, di bellezza antica e luminosa, di storia stratificata. Una terra che, pur così vicina all'Italia (è lì, appena oltre l'Adriatico), resta per molti ancora da scoprire. Vale la pena di andarci.
La Dalmazia è la regione costiera della Croazia—una lunga e sottile striscia di terra che si affaccia sul mare Adriatico, di fronte alle coste italiane. È protetta alle spalle da catene montuose (le Alpi Dinariche), che la separano dall'entroterra balcanico e le garantiscono un clima mediterraneo dolce e soleggiato. E di fronte ha il mare—un mare splendido, cristallino, fra i più limpidi e puliti d'Europa—e un arcipelago di centinaia di isole e isolotti, che ne fanno un paradiso per chi ama il mare, la navigazione, le spiagge. Ma la Dalmazia non è solo mare e isole—è anche, e soprattutto, una terra ricca di storia e di cultura, con città d'arte di straordinaria bellezza. È una terra di antichissima civiltà—abitatafin dall'antichità, parte dell'impero romano (l'imperatore Diocleziano vi costruì il suo palazzo), poi bizantina, poi a lungo legata a Venezia (per secoli gran parte della costa dalmata fece parte della Repubblica di Venezia, che vi lasciò un'impronta profonda—nell'architettura, nell'arte, nella cultura, perfino nella lingua). Questa lunga storia veneziana e italiana fa sì che la Dalmazia conservi un'anima mediterranea e in parte italiana—le sue città di pietra bianca, con le loro piazze, le loro logge, i loro campanili, ricordano da vicino le città venete e italiane; e i nomi stessi dei luoghi hanno spesso una versione italiana (Ragusa per Dubrovnik, Spalato per Split, Zara per Zadar, Traù per Trogir). È, in fondo, una terra di confine e di incontro fra il mondo mediterraneo-italiano e quello slavo—il che ne fa una destinazione affascinante, ricca, sorprendente. E, a differenza di altre mete più note e affollate, ancora capace di regalare scoperte e autenticità.
Dubrovnik, Spalato, Traù: le città della pietra Le città d'arte della Dalmazia sono fra le sue maggiori attrattive—gioielli di pietra bianca affacciati sul mare, carichi di storia e di bellezza. La più celebre è Dubrovnik (l'antica Ragusa)— la "perla dell'Adriatico". È una città-gioiello, racchiusa interamente entro possenti mura medievali (fra le più belle e meglio conservate del mondo, percorribili lungo tutto il perimetro), con un centro storico di straordinaria bellezza—vie lastricate di marmo bianco, palazzi, chiese, fontane, conventi, la celebre via principale (lo Stradun). Fu, per secoli, una potente e ricca repubblica marinara (la Repubblica di Ragusa), rivale di Venezia, che seppe mantenere la propria indipendenza grazie all'abilità diplomatica e commerciale. Oggi è patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, e una delle mete più amate (e, va detto, più affollate—conviene visitarla presto al mattino o fuori stagione, per goderne la bellezza senza la folla delle navi da crociera). La seconda grande città è Spalato (Split)—il cuore pulsante della Dalmazia, una città vivace e affascinante, il cui centro storico è davvero unico al mondo: è cresciuto, nei secoli, dentro e intorno al monumentale Palazzo di Diocleziano—l'immenso palazzo che l'imperatore romano Diocleziano si fece costruire all'inizio del IV secolo per ritirarvisi. Nel corso dei secoli, gli abitanti hanno letteralmente costruito la città dentro le mura e le strutture del palazzo imperiale—così che ancora oggi, passeggiando per il centro di Spalato, si cammina fra le antiche mura, i colonnati, i sotterranei del palazzo romano, in una straordinaria sovrapposizione di epoche. È un luogo affascinante e vivo—patrimonio dell'UNESCO, ma anche città abitata, vivace, piena di vita.
Ma la Dalmazia è ricca di altre città e borghi di grande fascino. C'è Traù (Trogir)—un piccolo gioiello veneziano, una città-museo di pietra bianca su un isolotto, con la sua splendida cattedrale, le sue vie medievali, la sua atmosfera senza tempo (anch'essa patrimonio dell'UNESCO). C'è Zara (Zadar)—antica città romana e veneziana, con i suoi monumenti, le sue chiese, e curiose attrazioni moderne come il celebre "organo del mare" (uno strumento che suona grazie al moto delle onde). C'è Sebenico (Šibenik), con la sua splendida cattedrale rinascimentale. E ci sono i parchi naturali—come le spettacolari cascate delfiume Krka, o l'arcipelago delle Incoronate (Kornati). La Dalmazia, in fondo, unisce in modo raro la bellezza del mare a quella dell'arte e della storia—una combinazione che ne fa una meta completa, capace di soddisfare sia chi cerca il mare e le isole, sia chi ama la cultura, l'arte, la storia.
Le isole: Hvar, Korčula, Vis
Ma il vero tesoro della Dalmazia sono, forse, le sue isole—centinaia di isole e isolotti, ognuna con il suo carattere, che fanno di questa costa un paradiso per chi ama il mare e la navigazione. La più celebre e "completa" è Hvar (Lesina)—un'isola che ha tutto: un capoluogo elegante e affascinante (con la sua piazza veneziana, una delle più belle dell'Adriatico, la sua fortezza, la sua atmosfera mondana), borghi rustici e autentici, una natura lussureggiante (è famosa per i campi di lavanda, per i vigneti, per gli uliveti), belle spiagge e calette, un mare splendido. È un'isola che unisce la vita mondana e glamour a scorci di pace e autenticità— amata dai viaggiatori di tutto il mondo. Poi c'è Korčula (Curzola)—un'isola verdissima, ricoperta di vigneti e di pinete, famosa per i suoi ottimi vini bianchi, per le sue spiagge, e per il suo capoluogo: un piccolo borgo fortificato di rara bellezza, una sorta di piccola Dubrovnik, racchiuso da mura, con le sue vie disposte a spina di pesce (per proteggersi dai venti), e che si dice—anche se è leggenda—diede i natali a Marco Polo.
E poi ci sono le isole più remote e selvagge, per chi cerca pace e autenticità. Come Vis (Lissa) —la più lontana dalla costa, a lungo isolata (fu base militare e rimase chiusa al turismo per decenni), e proprio per questo rimasta incontaminata, autentica, selvaggia: un'isola di rara bellezza, con i suoi piccoli porti, le sue calette nascoste, le sue acque trasparenti, la celebre "Grotta Azzurra" sull'isolotto vicino di Biševo (dove la luce crea un effetto azzurro magico). O come Mljet (Meleda)—un'isola in gran parte ricoperta di foreste, con un parco nazionale, due laghi salati di una bellezza incantevole, un monastero su un isolotto in mezzo a un lago. Sono isole di pace, di natura, di silenzio—lontane dalla folla, dove ritrovare il contatto con il mare e con la natura nella loro forma più pura. Esplorare le isole della Dalmazia—spostandosi di isola in isola con i traghetti, o meglio ancora in barca—è una delle esperienze più belle che questa terra possa offrire: un arcipelago infinito di calette, baie, porticcioli, acque cristalline, ognuno da scoprire.
Quando andare, perché vale La Dalmazia gode di un clima mediterraneo dolce e soleggiato, con estati lunghe, calde e secche. Il periodo migliore per visitarla va da maggio a settembre. L'estate piena (luglio e agosto) è ideale per il mare e la vita all'aria aperta, ma è anche il periodo più caldo, affollato e caro (le città d'arte come Dubrovnik, e le isole più famose, possono essere prese d'assalto). I periodi migliori, per molti, sono quelli ai margini dell'alta stagione—giugno e settembre: il clima è splendido, il mare è caldo, le giornate lunghe, ma la folla è minore e i prezzi più contenuti. La Dalmazia è comodamente raggiungibile dall'Italia—in traghetto (collegamenti da Ancona, Bari, Pescara verso Zara, Spalato, Dubrovnik, comodi anche per chi vuole portare l'auto), o in aereo (aeroporti di Zara, Spalato, Dubrovnik), o in auto. Una volta sulla costa, ci si sposta facilmente —lungo la costa in auto, e fra le isole con lafitta rete di traghetti e catamarani (in estate conviene prenotare). Si può dedicare alla Dalmazia un viaggio di una settimana o più—magari combinando le città d'arte e qualche isola, o facendo un itinerario lungo la costa, da Zara o Spalatofino a Dubrovnik. La cucina è gustosa—il pesce freschissimo, i frutti di mare (celebri le ostriche di Ston), la "peka" (carne o pesce cotti sotto una campana di ferro ricoperta di brace), e ottimi vini locali (i bianchi Pošip, i rossi Plavac Mali della penisola di Pelješac).
Perché vale la pena di visitare la Dalmazia? Perché unisce, come poche altre mete, tutto ciò che si può desiderare da una vacanza estiva mediterranea—un mare splendido e cristallino, isole incantevoli, città d'arte di antica bellezza, una storia affascinante e stratificata, una natura preservata, un'ottima cucina e ottimi vini. Perché è vicina all'Italia—a poche ore di traghetto o di volo—eppure offre un cambio di scenario, un senso di scoperta, un'autenticità che la rendono speciale. Perché conserva quell'anima mediterranea e in parte italiana—quell'eredità veneziana visibile nelle sue città di pietra bianca—che la rende, per un viaggiatore italiano, insieme familiare e nuova, vicina e sorprendente. E perché, pur essendo una meta sempre più nota e amata, conserva ancora—soprattutto nelle isole più remote, nei borghi meno turistici, fuori dall'alta stagione—angoli di autenticità, di pace, di bellezza incontaminata, dove vivere un'estate mediterranea vera e indimenticabile. È, in fondo, una terra che invita a guardare con attenzione—a scoprire, isola per isola, città per città, i suoi tesori; a godere lentamente della sua bellezza luminosa. E in un'epoca di viaggi frettolosi e di mete affollate, la Dalmazia ci ricorda il piacere di un viaggio fatto con calma, con curiosità, con lo sguardo aperto alla scoperta. Vale la pena di andarci—e di lasciarsi sorprendere dal volto più luminoso