Noto. Dove la luce dorata accende la pietra, il mare abbraccia città antiche di millenni, e templi greci, chiese barocche e vicoli senza tempo raccontano una delle terre più stratificate e affascinanti del Mediterraneo Nell'angolo sud-orientale della Sicilia si nasconde una delle terre più belle e affascinanti d'Italia: la Sicilia del barocco e della grande storia. C'è Ortigia, l'isola-gioiello cuore dell'antica Siracusa, dove una cattedrale è costruita dentro un tempio greco. C'è il Val di Noto, trionfo del barocco, con città dorate—Noto, Ragusa, Modica—rinate dopo un terremoto in un'esplosione di bellezza, oggi patrimonio dell'umanità. E c'è la luce inconfondibile del Sud, il mare, i sapori, una storia stratificata di greci, romani, arabi, normanni. Una meta estiva di rara intensità e bellezza, dove il tempo sembra più profondo. Vale la pena di scoprirla.
Unapiccolascena.Ortigia,ilcuoreanticodiSiracusa,all'oradoratadeltardo pomeriggio. Si cammina per i vicoli stretti dell'isola, fra palazzi di pietra calcarea che lalucedeltramontoaccendediuncolorecaldo,dorato,quasimiele.Epoi, all'improvviso, i vicoli si aprono su uno degli spazi più belli che esistano: Piazza Duomo, una scenografia barocca perfetta, una lunga piazza pavimentata di chiaro, fiancheggiata da palazzi e chiese eleganti, dominata dalla facciata maestosa della cattedrale.Cisiferma,incantati.Esiscoprelostraordinariosegretodiquella cattedrale: le sue mura inglobano, ancora visibili, le imponenti colonne di un tempio greco—il tempio di Atena, costruito venticinque secoli fa—su cui la chiesa fu edificata.
Greci, romani, bizantini, cristiani: tutto è lì, stratificato in un solo edificio, in un solo luogo. È un'immagine che racchiude l'essenza di questa terra—la Sicilia del Sud-Est, dove la bellezza, la luce e una storia antica di millenni si fondono in qualcosa di unico e di profondamente toccante. Vale la pena di scoprirla.
La Sicilia sud-orientale—le province di Siracusa e Ragusa, in quell'angolo dell'isola affacciato sul mare—è una terra di straordinaria ricchezza e bellezza, forse meno battuta di altre mete siciliane ma di un fascino unico. È una terra dove convivono tre grandi tesori: la bellezza della natura e del mare; una storia stratificata e antichissima (fu uno dei cuori della Magna Grecia, poi terra di romani, arabi, normanni, spagnoli, ognuno dei quali ha lasciato la sua impronta); e uno straordinario patrimonio artistico, in particolare il barocco. Il tutto immerso nella luce inconfondibile del Sud—quella luce calda, dorata, intensa, che accende la pietra e il mare e che è essa stessa parte dell'incanto di questi luoghi. Scopriamo i suoi due gioielli principali—Ortigia e il Ortigia, l'isola nell'isola Ortigia è il cuore antico e magnifico di Siracusa—una piccola isola, collegata alla terraferma da ponti, che custodisce il centro storico della città. E che centro storico: un labirinto incantevole di vicoli, palazzi, chiese, scorci sul mare, dove ogni angolo è bellezza e storia. Siracusa, di cui Ortigia è il cuore, fu nell'antichità una delle più grandi e potenti città del mondo greco—rivale di Atene, patria del genio Archimede, splendida e fiorentissima (ne restano testimonianze grandiose nel parco archeologico della Neapolis, sulla terraferma, con il magnifico Teatro Greco e il celebre "Orecchio di Dionisio"). Ma è a Ortigia che batte il cuore più intimo e affascinante della città. C'è la già citata Piazza Duomo, con la cattedrale costruita sul tempio di Atena—una delle piazze più belle d'Italia. C'è la Fonte Aretusa, una sorgente d'acqua dolce che sgorga a pochi passi dal mare, dove cresce il papiro, legata a un antico e poetico mito greco.
C'è il lungomare, il Castello Maniace all'estrema punta, il tempio di Apollo, il mercato pittoresco e colorato, i ristoranti affacciati sul mare. E c'è, ovunque, quella fusione magica di pietra dorata, mare, luce e storia che rende Ortigia uno dei luoghi più incantevoli del Mediterraneo.
Il Val di Noto, trionfo del barocco Poco lontano da Siracusa si estende il Val di Noto—un territorio che custodisce uno dei più straordinari patrimoni barocchi del mondo, riconosciuto patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. La storia di questo tesoro nasce, paradossalmente, da una tragedia: nel 1693 un violentissimo terremoto rase al suolo gran parte della Sicilia sud-orientale.Madalladistruzionenacqueunarinascitastraordinaria—lecittà vennero ricostruite, nel corso del Settecento, in un sontuoso e omogeneo stile barocco (il "tardo barocco siciliano"), che ne ha fatto altrettanti gioielli di bellezza. C'è Noto, la "capitale" del barocco, una città interamente costruita in una calda pietra dorata, con il suo corso fiancheggiato di palazzi e chiese magnifiche, un trionfo di eleganza (celebre la sua "Infiorata", quando le vie si coprono di tappeti di fiori). C'è Ragusa, con la sua spettacolare parte antica, Ragusa Ibla, arroccata su uno sperone di roccia, un dedalo di vicoli barocchi dominato dalla scenografica cattedrale di San Giorgio. C'è Modica, adagiata in una gola, con le sue chiese barocche e la sua celebre, antica tradizione del cioccolato. E ci sono Scicli, Caltagirone (con le sue ceramiche), e altri gioielli ancora. Un patrimonio di bellezza che fa di questo angolo di Sicilia un autentico museo a cielo aperto del barocco.
La luce, la storia, il Sud Cosa rende così speciale, e così toccante, questo angolo di Sicilia? La bellezza, certo—quella del barocco dorato, del mare, dei paesaggi. Ma anche qualcosa di più profondo—quella straordinaria stratificazione di storia e di civiltà (greca, romana, araba, normanna, spagnola) che si sente, quasi fisicamente, in questi luoghi, e che dà loro una profondità, una densità di tempo e di significato, rara. E poi c'è il Sud—con la sua luce intensa e dorata, i suoi ritmi lenti, la sua umanità calda e accogliente, i suoi sapori straordinari (la cucina siciliana, fra le più ricche al mondo: la granita e i cannoli, il pesce, il cioccolato di Modica, i grandi vini come il Nero d'Avola). Visitare la Sicilia del Sud-Est è immergersi in tutto questo—nella bellezza, nella storia profonda, nella luce, nel calore del Sud. È un'esperienza che nutre gli occhi e l'anima, e che lascia il segno. Non a caso questa terra ha affascinato, nei secoli, artisti e viaggiatori di ogni epoca—eperfino,comeraccontonelprossimoarticolo,unodeipiùgrandie tormentati geni della pittura di tutti i tempi, Caravaggio, che proprio a Siracusa, nei suoi ultimi anni travagliati, lasciò un suo capolavoro. Anche per questo vale la pena di andarci—edilasciarsiconquistaredallabellezzaintensaeprofondadiquesta straordinaria terra di luce.