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Torino 2026: al Lingotto il summit sulla sicurezza sismica e il piano BEI da 420 milioni di euro per i viadotti in muratura

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Torino 2026: al Lingotto il summit sulla sicurezza sismica e il piano BEI da 420 milioni di euro per i viadotti in muratura

Il 22 settembre 2026 la città di Torino diventa il centro del dibattito internazionale sull'ingegneria delle infrastrutture storiche con l'apertura ufficiale del summit globale sulla sicurezza sismica presso il complesso del Lingotto. Nella cornice dell'Auditorium Gianni Agnelli, la sessione inaugurale ha delineato le linee guida economico-finanziarie e le strategie di intervento tecnico per il consolidamento del patrimonio infrastrutturale europeo, concentrando l'attenzione sui viadotti in muratura realizzati nel corso del XIX secolo. L'elemento centrale della giornata di apertura è rappresentato dal piano di finanziamento da 420 milioni di euro stanziato dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), destinato a sostenere interventi di adeguamento sismico e monitoraggio strutturale avanzato su opere d'arte viarie e ferroviarie di alto valore storico e strategico.

Sul megaschermo dell'Auditorium Gianni Agnelli, la proiezione del grafico digitale ad alta risoluzione ha illustrato in dettaglio la ripartizione analitica delle risorse stanziate dalla BEI. Il modello matematico e geotecnico mostrato ai delegati suddivide l'ammontare complessivo dei 420 milioni di euro in base alla classificazione del rischio sismico e alle caratteristiche geomorfologiche dei bacini territoriali europei. L'analisi visiva ha evidenziato come le risorse finanziarie verranno convogliate con priorità verso le aree a maggior coefficiente di accelerazione sismica di picco (PGA), incrociando i dati sulla densità di viadotti ad arco in muratura edificati tra il 1830 e il 1900.

La ripartizione geotecnica del capitale BEI e la mappatura del rischio

Il piano finanziario approvato dalla BEI stabilisce una gerarchia di spesa rigorosa, calibrata sulla risposta sismica locale e sulle proprietà meccaniche dei terreni di fondazione. Il grafico digitale proiettato al Lingotto ha formalizzato la suddivisione del capitale da 420 milioni di euro in quattro macro-aree geotecniche principali:

  • Area Geotecnica 1 (Arco Alpino e Sistema Appenninico): 165 milioni di euro destinati al consolidamento delle pile ad alto fusto e delle spalle incastrate in formazioni rocciose con elevate acclività e rischio di instabilità dei versanti.
  • Area Geotecnica 2 (Bacino del Mediterraneo centro-occidentale): 120 milioni di euro riservati alle strutture situate in zone a elevata sismicità con terreni alluvionali a granulometria fine, soggetti a fenomeni di amplificazione sismica locale.
  • Area Geotecnica 3 (Regione Balcanica e Danubiana): 80 milioni di euro allocati per il recupero funzionale di viadotti storici su depositi fluvio-glaciali ed eterogenei.
  • Area Geotecnica 4 (Europa Settentrionale e Centro-Orientale): 55 milioni di euro focalizzati sull'adeguamento sismico di opere esposte a cicli di gelo-disgelo elevati combinati con sollecitazioni dinamiche a bassa frequenza.

Questa ripartizione della liquidità risponde all'esigenza di ottimizzare l'efficacia della spesa pubblica europea, indirizzando la provvista finanziaria dove il rapporto tra vulnerabilità intrinseca della muratura e severità dello scuotimento atteso risulta più critico.

Meccanica strutturale dei viadotti in muratura del XIX secolo

I viadotti realizzati nel XIX secolo rappresentano una sfida ingegneristica complessa a causa della loro natura eterogenea. Costruiti prevalentemente con blocchi di pietra squadrata, mattoni pieni in laterizio e malte a base di calce aerea o idraulica naturale, questi manufatti possiedono una notevole resistenza alle sollecitazioni di compressione statica, ma mostrano un comportamento fortemente non lineare e una resistenza a trazione pressoché nulla quando sottoposti ad azioni sismiche orizzontali.

Durante un evento sismico, l'accelerazione del suolo genera forze d'inerzia che alterano la linea dei carichi all'interno dell'arco e delle pile. Se la curva delle pressioni fuoriesce dal terzo medio della sezione, si manifestano parzializzazioni della muratura, con la conseguente formazione di cerniere plastiche che possono compromettere il cinematismo complessivo dell'opera. Il piano da 420 milioni di euro finanziato dalla BEI mira a finanziare la modellazione numerica tridimensionale mediante analisi statiche non lineari (pushover) e analisi dinamiche non lineari a passo d'integrazione temporale, indispensabili per individuare con esattezza le zone di concentrazione delle tensioni di taglio e flessione.

Tecnologie di intervento e sistemi di consolidamento avanzati

Gli investimenti presentati al summit di Torino definiscono i criteri operativi per l'esecuzione dei cantieri di consolidamento. L'obiettivo primario dei protocolli ingegneristici è garantire l'incremento della capacità di dissipazione dell'energia sismica senza alterare la rigidezza originale del manufatto né introdurre discontinuità di massa sproporzionate.

Tra le soluzioni tecniche previste dal programma rientrano:

  • Iniezioni di miscele leganti a base di calce idraulica naturale (NHL): formulate per ripristinare la continuità meccanica all'interno dei paramenti murari sfiancati o degradati, migliorando la coesione senza alterare la traspirabilità e la compatibilità chimico-fisica dei materiali originari.
  • Sistemi di rinforzo con compositi a matrice inorganica (FRCM/SRG): utilizzo di reti in fibra di carbonio, basalto o acciaio ad alta resistenza immerse in matrici cementizie o di calce, applicate all'estradosso o all'intradosso delle volte per incrementare la resistenza a flessione e taglio dei rinfianchi.
  • Tiranti attivi in acciaio inossidabile e barre precompresse: installati longitudinalmente e trasversalmente in corrispondenza del piano di imposta degli archi per contrastare i cinematismi di ribaltamento fuori piano delle pareti di timpano.
  • Isolamento sismico alla base e dispositivi dissipativi: nei casi in cui la struttura del viadotto supporti impalcati moderni sovrapposti o dove sia possibile separare la risposta della sottostruttura in muratura da quella della sovrastruttura.

Monitoraggio strutturale continuo ed economia della manutenzione

Un capitolo fondamentale del piano da 420 milioni di euro è riservato all'implementazione di reti di monitoraggio strutturale continuo (SHM - Structural Health Monitoring). L'integrazione di sensori a fibra ottica (FBG), accelerometri MEMS ad alta sensibilità e clinometri digitali consente di misurare in tempo reale le variazioni delle frequenze proprie di vibrazione del viadotto, i micro-spostamenti delle pile e l'apertura delle fessure preesistenti.

L'elaborazione di questi dati attraverso algoritmi di analisi spettrale permette agli enti gestori di passare da un modello manutentivo di tipo reattivo a una gestione predittiva della sicurezza infrastrutturale. Questo approccio riduce drasticamente i costi operativi a lungo termine, garantendo la continuità dell'esercizio viario e ferroviario lungo i corridoi di trasporto europei di primario interesse economico.

La convergenza tra rigore analitico ingegneristico, modelli di finanziamento europei gestiti dalla BEI e tecnologie diagnostiche di ultima generazione posiziona il summit al Lingotto di Torino come il punto di riferimento metodologico per la protezione e la valorizzazione funzionale delle opere d'arte infrastrutturali del XIX secolo.