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Riapre la Tomba di Paser a Tebe Ovest: ingegneria della ventilazione e rilievi laser 3D per la conservazione dei pigmenti

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Riapre la Tomba di Paser a Tebe Ovest: ingegneria della ventilazione e rilievi laser 3D per la conservazione dei pigmenti

Nella necropoli di Tebe Ovest, situata sulla sponda occidentale del Nilo di fronte all'odierna Luxor, la riapertura della tomba del visir Paser rappresenta un momento di svolta per l'archeologia sotterranea e la tutela del patrimonio mondiale. Realizzato durante l'epoca ramesside per accogliere le spoglie di una delle figure politiche più influenti del Nuovo Regno, il monumento ipogeo è stato oggetto di una complessa campagna di restauro e rilevamento scientifico condotta da una missione internazionale congiunta. L'intervento ha unito l'analisi fisico-strutturale della roccia alla modellazione digitale tridimensionale, risolvendo una delle sfide storicamente più complesse della conservazione egizia: la fruizione pubblica di spazi sotterranei decorati senza la compromissione delle superfici pittoriche originali.

Le pareti della tomba, scavate nel banco calcareo giallo tipico della fascia collinare di Sheikh Abd el-Qurna, ospitano un ricco ciclo di rilievi geroglifici policromi e scene rituali incise con estrema perizia. Tuttavia, la natura porosa del calcare nummulitico e la fragilità dei leganti organici usati per i pigmenti egizi — dall'azzurro ottenuto con fritta ramifera al rosso d'ocra, fino ai verdi di malachite — rendono queste superfici estremamente sensibili alle variazioni microclimatiche. L'ingresso dei visitatori negli ambienti sotterranei altera inevitabilmente la temperatura, l'umidità relativa e i livelli di anidride carbonica, innescando processi di cristallizzazione salina e distacco dello strato pittorico. Per superare questa criticità, il team di ingegneri e conservatori ha progettato e installato un impianto di ventilazione meccanica a pressione controllata, studiato su misura per la geometria dell'ipogeo.

La tecnologia della pressione controllata per la tutela dei pigmenti

Il cuore tecnologico del nuovo assetto conservativo della Tomba di Paser risiede nel sistema di gestione della dinamica dei flussi d'aria. Invece di ricorrere a tradizionali impianti di condizionamento, che introdurrebbero sbalzi igrometrici violenti e correnti d'aria turbolente dannose per le pareti incise, la soluzione ingegneristica adotta un regime di pressione positiva costante all'interno delle sale ipogee. L'aria esterna viene prelevata da punti di aspirazione situati a debita distanza dal vestibolo d'ingresso, pre-filtrata per eliminare il particolato sottile e la sabbia in sospensione, e successivamente trattata per eguagliare con precisione millimetrica l'umidità specifica dell'ambiente sotterraneo prima di essere immessa nel percorso.

Mantenendo la pressione interna leggermente superiore a quella atmosferica esterna, si impedisce l'ingresso incontrollato di masse d'aria calda e umida dall'esterno al momento dell'apertura degli accessi. Il flusso vettoriale dell'aria è laminare e scorre a velocità bassissime, inferiori ai cinque centimetri al secondo, lungo le corsie centrali di camminamento. Questa calibrazione evita la creazione di micro-turbolenze in prossimità delle pareti in calcare giallo, scongiurando sia l'essiccamento precoce della pellicola pittorica sia la formazione di condensa superficiale. Sensori igrometrici e barometrici ad alta frequenza monitorano continuamente l'ambiente, modulando il regime delle ventole in tempo reale per garantire che l'umidità relativa interna rimanga stabilizzata nell'intervallo di sicurezza compreso tra il 45% e il 50%.

Il rilievo laser 3D e la mappatura digitale della necropoli di Tebe Ovest

L'integrazione dell'impianto tecnologico è stata preceduta da una rigorosa fase di rilievo tridimensionale ad alta risoluzione. La missione congiunta ha utilizzato scanner laser terrestri a scansione di fase abbinati a sistemi di fotogrammetria digitale ad altissima definizione. L'acquisizione ha generato una nuvola di punti densa, con una tolleranza metrica sub-millimetrica, capace di restituire la complessa architettura sotterranea della tomba di Paser, compresi i dislivelli del corridoio d'accesso, i pilastri della sala ipostila e i vani secondari.

La mappatura 3D non si è limitata a fornire una semplice riproduzione geometrica degli spazi, ma è servita da base per la modellazione fluidodinamica computazionale (CFD). Grazie ai dati digitali, gli ingegneri hanno potuto simulare a computer il comportamento dei flussi d'aria e il movimento del calore all'interno dell'ipogeo prima di posizionare fisicamente condotti e diffusori. Inoltre, i rilievi laser hanno registrato con precisione microscopica lo stato di fessurazione della pietra calcarea e le aree soggette a dilatazione termica, permettendo ai restauratori di intervenire con consolidamenti mirati nei punti di maggiore fragilità strutturale prima della riapertura ufficiale al pubblico.

L'esperienza visiva nell'ipogeo: illuminazione a spettro solare

L'accesso al corridoio ipogeo della Tomba di Paser offre una prospettiva visiva del tutto nuova, concepita per unire la massima resa filologica del monumento alla totale sicurezza delle opere. Il sistema di illuminazione è stato interamente realizzato con corpi illuminanti a LED di ultima generazione, ingegnerizzati per emettere uno spettro luminoso continuo identico a quello della luce solare naturale, con un indice di resa cromatica (CRI) superiore a 98, ma con un'emissione completamente priva di componenti ultraviolette e infrarosse.

L'orientamento e la temperatura di colore delle fonti luminose sono stati studiati per mettere in risalto la profondità di intaglio dei rilievi geroglifici sulla parete in calcare giallo. Le incisioni, che narrano i compiti istituzionali del visir, le offerte rituali e le formule del Libro dei Morti, riacquistano la leggibilità dei dettagli cromatici originali senza subire lo stress termico tipico delle lampade tradizionali. L'assenza di calore irradiato dalle piastre LED garantisce che la temperatura superficiale della pietra rimanga invariata, eliminando uno dei principali fattori di degrado chimico-fisico dei pigmenti minerali.

Dal cantiere di Luxor ai sistemi di gestione del patrimonio del 2026

L'intervento condotto nella Tomba di Paser si inserisce in una più ampia trasformazione delle metodologie di conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico globale. Il modello tebano rappresenta un punto di riferimento per le infrastrutture culturali che integrano rilievi digitali ad altissima precisione, controllo microclimatico invisibile ed esperienza di visita sostenibile. Le tecniche affinate nella necropoli egizia vengono oggi applicate come standard operativo anche nella gestione degli ipogei storici e dei complessi d'archivio italiani, dove la tutela della materia originale richiede un rigido isolamento dai fattori ambientali esterni.

La digitalizzazione integrale dell'ipogeo ha permesso la creazione di un gemello digitale (digital twin) completo del monumento. Questo archivio tridimensionale non solo è accessibile a studiosi ed egittologi di tutto il mondo per ricerche scientifiche a distanza, ma costituisce la baseline metrica permanente contro cui valutare, nei decenni a venire, qualsiasi minima variazione strutturale o alterazione della superficie pittorica. La riapertura della Tomba di Paser dimostra come la tecnologia contemporanea possa porsi al servizio della memoria storica, trasformando la visita di un ipogeo millenario in un itinerario di conoscenza controllato, dove la scienza della conservazione garantisce l'integrità del bene per le generazioni future.