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Riapre la Galleria Parmeggiani a Reggio Emilia: rigore scientifico e restauro strutturale nel 2026

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Riapre la Galleria Parmeggiani a Reggio Emilia: rigore scientifico e restauro strutturale nel 2026

Il 19 settembre 2026 segna la data di riapertura ufficiale della Galleria Parmeggiani a Reggio Emilia, a seguito del completamento di un articolato piano di risanamento conservativo e adeguamento sismico. L'intervento edilizio e museografico ha riorganizzato gli spazi espositivi dello storico edificio, combinando le esigenze di sicurezza strutturale con una revisione rigorosa del percorso museale. Al centro del progetto si colloca il riallestimento delle collezioni di pittura fiamminga del XV secolo e della raccolta di armi spagnole, condotto sulla base di indagini analitiche e diagnostiche molecolari volte a garantire la stabilizzazione della materia storica nel lungo periodo.

Consolidamento strutturale e adeguamento sismico dell'edificio

Il progetto di intervento sull'immobile della Galleria Parmeggiani è stato orientato al raggiungimento degli standard di sicurezza sismica prescritti dalle normative vigenti per i beni culturali protetti. Le operazioni di consolidamento hanno previsto l'inserimento di tiranti in acciaio ad alta resistenza e la posa di piastre di ripartizione dei carichi al fine di collegare i solai alle murature portanti in cotto, riducendo la vulnerabilità dell'edificio nei confronti di sollecitazioni sismiche sussultorie e oscillatorie. L'efficacia delle soluzioni adottate è stata verificata mediante modelli di calcolo agli elementi finiti (FEM) e validata sul campo da una rete di monitoraggio strutturale basata su accelerometri piezometrici e sensori di spostamento installati nei punti nodali della fabbrica.

Parallelamente all'adeguamento sismico, il risanamento conservativo dell'involucro edilizio ha affrontato le criticità legate all'umidità di risalita capillare e alle dispersioni termiche. Le murature perimetrali sono state trattate con barriere chimiche a iniezione idrofobizzante, abbinate all'applicazione di intonaci deumidificanti macroporosi ad alta traspirabilità. La revisione delle coperture e l'integrazione di sistemi di isolamento termico privi di barriere al vapore hanno consentito di stabilizzare le inerzie termiche interne, creando le premesse per la corretta gestione del microclima nelle sale d'esposizione.

Diagnostica molecolare e allestimento dei dipinti fiamminghi del XV secolo

La riconfigurazione espositiva delle opere di pittura fiamminga del XV secolo è stata preceduta da una campagna di diagnostica molecolare eseguita sui supporti lignei e sugli strati pittorici. Le indagini micro-distruttive e non distruttive hanno compreso l'analisi mediante spettrometria di massa, micro-spettroscopia FTIR (trasformata di Fourier) e mappa a fluorescenza di raggi X (XRF). Tali rilievi hanno permesso di caratterizzare la natura chimica dei leganti organici, identificare la presenza di prodotti di degrado quali i saponi metallici e valutare lo stato di conservazione delle fibre di legno di quercia costituenti le tavole originali.

I dati derivati dalla diagnostica molecolare hanno evidenziato la necessità di calibrare con precisione millimetrica i parametri di temperatura e umidità relativa all'interno delle sale dedicate alla pittura fiamminga. La sensibilità dei supporti in legno alle variazioni igrometriche ha imposto la definizione di un intervallo di tolleranza ristretto, con umidità relativa mantenuta costantemente al valore target del 52% (con scostamenti massimi contenuti entro il ±2%) e una temperatura di 19 °C (±1 °C). Tali condizioni prevengono l'insorgere di tensioni meccaniche d'interfaccia tra la preparazione a gesso e colla e il film pittorico, riducendo i rischi di sollevamento della pellicola o di fenditure nel supporto organico.

Parametri microclimatici sale pittura fiamminga: - Umidità Relativa: 52% (±2%) - Temperatura: 19 °C (±1 °C) - Illuminamento massimo: 50 lux - Radiazione UV: < 75 µW/lumen

La Sala d'Armi: vetrine blindate e ingegneria dei supporti per le armature del Cinquecento

L'intervento di allestimento ha interessato in modo sostanziale la sezione espositiva della sala d'armi, dove è custodita la collezione di armi spagnole e armature del Cinquecento. Per preservare i manufatti metallici dall'ossidazione e dalle alterazioni chimico-fisiche innescate dalla presenza di inquinanti atmosferici e umidità, sono state installate vetrine blindate a tenuta stagna con sistema di controllo microclimatico attivo. Le vetrine sono realizzate con cristalli stratificati antieffrazione a basso contenuto di ferro, dotati di pellicole selettive per l'abbattimento totale delle radiazioni ultraviolette e per la riduzione della trasmissione infrarossa.

All'interno delle vetrine blindate, le armature del Cinquecento sono state collocate su supporti metallici sagomati su misura, progettati per garantire la stabilità meccanica dei singoli elementi (elmi, petti, scarselloni e bracciali) senza esercitare pressioni concentrate sulle superfici storiche. Realizzati in lega di alluminio anodizzato e acciaio inossidabile con punti di contatto in polimero inerte neutro (PEEK), tali supporti riducono al minimo i punti di vincolo rigido e consentono di distanziare le componenti metalliche per facilitare l'ispezione visiva da ogni angolo di osservazione. La progettazione dei supporti ha previsto test di frequenza propria al fine di evitare fenomeni di risonanza derivanti dalle micro-vibrazioni dell'edificio.

  • Vetrine blindate a tenuta stagna con ricircolo d'aria filtrata (filtri HEPA e carboni attivi).
  • Controllo attivo dell'umidità relativa interno alla vetrina impostato al 40% per prevenire la corrosione del ferro.
  • Supporti metallici antropomorfi modulari in alluminio anodizzato e acciaio inossidabile.
  • Giunti di interfaccia elastomerici a smorzamento viscoso per il disaccoppiamento sismico dei manufatti.

Sistemi di monitoraggio industriale e gestione ambientale

Il controllo e la manutenzione delle condizioni ambientali della Galleria Parmeggiani sono affidati a un sistema integrato di gestione dell'edificio (BMS, Building Management System), collegato a una rete di sensori ambientali senza fili distribuita in tutte le sale espositive. Ogni modulo sensoriale rileva in tempo reale la frequenza dei flussi termici, la concentrazione di particolato aerodisperso, l'umidità relativa e i livelli di illuminamento. I dati raccolti vengono elaborati dall'infrastruttura centrale per correggere istantaneamente il funzionamento dei vettori HVAC (riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell'aria).

Per quanto riguarda l'impianto illuminotecnico, l'allestimento adotta sorgenti a LED a spettro solare bilanciato, prive di emissioni nell'infrarosso e nell'ultravioletto. L'intensità luminosa sui dipinti fiamminghi del XV secolo è limitata a un valore massimo di 50 lux, come raccomandato dalle direttive internazionali per le opere su supporto ligneo idrosensibile. Nelle vetrine delle armi spagnole, l'illuminazione d'accento è integrata direttamente nelle strutture perimetrali dei contenitori espositivi, mediante micro-proiettori con lenti sagomatrici tarati per evidenziare le caratteristiche metallurgiche e le finiture superficiali senza generare apporti termici indesiderati.

Rilevanza per il patrimonio museale di Reggio Emilia

Con il completamento dei lavori e la riapertura del 19 settembre 2026, la Galleria Parmeggiani riafferma il proprio ruolo all'interno del sistema museale civico di Reggio Emilia. L'integrazione tra le tecniche di risanamento sismico-strutturale, l'analisi molecolare della materia e le tecnologie di allestimento ad alta precisione rappresenta un modello metodologico per la tutela delle collezioni d'arte e di manifattura storica in edifici vincolati. Le evidenze materiali raccolte durante le fasi diagnostiche costituiscono inoltre una base di dati aggiornata, destinata a guidare i futuri programmi di conservazione preventiva della galleria.