Arte

Raffaello alla Pinacoteca Ambrosiana: la micro-spettrometria analizza i pentimenti del cartone preparatorio

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Raffaello alla Pinacoteca Ambrosiana: la micro-spettrometria analizza i pentimenti del cartone preparatorio

La Pinacoteca Ambrosiana di Milano custodisce uno dei monumenti cartacei più imponenti e complessi del Rinascimento italiano: il Cartone preparatorio per la Scuola di Atene, realizzato da Raffaello Sanzio tra il 1508 e il 1510 per il ciclo di affreschi della Stanza della Segnatura in Vaticano. Quest'opera eccezionale, composta da decine di fogli di carta di stracci assemblati e disegnati a carboncino, biacca e sfumino, rappresenta un vertice dell'arte e della tecnica grafica occidentale. Nel corso dei secoli, il supporto è stato sottoposto a molteplici vicende storiche, trasferimenti, intelature e restauri che ne hanno modificato la struttura fisica e la risposta termo-igrometrica. L'avvio delle recenti campagne diagnostiche nel 2026, incentrate sull'impiego sinergico di indagini termografiche e micro-spettrometria a raggi X, segna un passaggio metodologico decisivo nella comprensione e nella tutela di questa risorsa culturale. Non si tratta soltanto di preservare la stabilità meccanica del foglio, ma di mappare con precisione analitica l'evoluzione del processo creativo dell'artista marchigiano attraverso l'individuazione non invasiva dei pentimenti e dei primi tratti preparatori.

La materia del disegno e l'infrastruttura del foglio antico

Il Cartone di Raffaello non è un disegno convenzionale, bensì una vera e propria architettura cartacea. Per raggiungere le dimensioni monumentali dell'affresco finale — oltre due metri e ottanta di altezza per più di otto metri di larghezza — la bottega dell'artista dovette unire mediante sovrapposizione ed incollaggio più di duecento fogli di fabbricazione manuale. Questi fogli, prodotti con pasta di stracci di lino e canapa, presentano una struttura fibrosa disomogenea, segnata dalle vergelle e dai filoni dei telai originali. Sulla superficie così preparata, Raffaello intervenne tracciando la composizione con uno stilo metallico, proseguendo poi con il carboncino, le lumeggiature a biacca e l'uso sistematico dello sfumino per definire i volumi e i chiaroscuri delle figure dei filosofi.

La trasformazione delle prassi materiali contemporanee nell'ambito dei beni culturali ha spostato l'attenzione dal mero ripristino estetico allo studio della micro-struttura e delle dinamiche chimico-fisiche dei supporti originali. La complessa stratificazione del Cartone dell'Ambrosiana include non solo i pigmenti e il legante applicati nel Cinquecento, ma anche gli strati di foderatura applicati nei secoli successivi per consolidare l'insieme. Comprendere come la carta antica risponda al peso della propria materia, alle contrazioni della colla di amido e all'assorbimento dell'umidità relativa è diventato un requisito fondamentale prima di qualsiasi protocollo di conservazione.

Le indagini termografiche del 2026 e la micro-spettrometria a raggi X

La campagna diagnostica avviata nel 2026 ha introdotto strumentazioni ad altissima risoluzione basate sull'interazione non distruttiva tra la radiazione elettromagnetica e i componenti materiali dell'opera. La termografia ad infrarossi attiva e passiva permette di registrare le micro-variazioni di conducibilità termica attraverso l'intero spessore della superficie cartacea. Sottoponendo temporaneamente l'opera a sollecitazioni termiche infinitesimali, le termocamere di ultima generazione identificano eventuali discontinuità strutturali, quali distacchi tra i fogli originali e la tela di foderatura, bolle d'aria nell'adesivo storico o micro-fratture del supporto celate dagli strati superficiali.

Parallelamente, la micro-spettrometria di fluorescenza a raggi X (micro-XRF) consente di effettuare un'analisi elementare puntuale dei materiali senza alcun prelievo di campioni. Focalizzando un fascio di raggi X di diametro micrometrico su punti specifici del cartone, il sistema rileva i raggi X secondari emessi dagli atomi presenti nel disegno. Ciò permette di mappare la composizione chimica dei pigmenti e degli inchiostri con straordinaria accuratezza. Con questa tecnica è possibile distinguere i diversi tipi di carboncino impiegati da Raffaello, identificare la presenza di impurità minerali come ferro o manganese, e differenziare il tratto originale cinquecentesco da eventuali integrazioni grafiche effettuate in interventi successivi.

La traccia del carboncino e la decodifica dei pentimenti

Una delle scoperte più rilevanti rese possibili dalla convergenza tra micro-XRF e riflettografia ad infrarossi ad alta risoluzione riguarda la visibilità dei pentimenti, ovvero le modifiche stilistiche ed anatomiche apportate da Raffaello durante la stesura del disegno. Il carboncino, costituito essencialmente da carbonio amorfo ottenuto dalla carbonizzazione di rametti di nocciolo o vite, assorbe fortemente la radiazione infrarossa, consentendo agli strumenti di penetrare le velature superficiali e la polvere accumulata nel tempo.

L'esame dettagliato dei profili delle figure — dalle drappeggiature dei mantelli fino alla posizione delle mani e dei volti dei filosofi al centro della scena — rivela una successione di ripensamenti. In diversi punti, sotto le linee d'ombra definitive realizzate con campiture dense di carboncino, la micro-spettrometria ha tracciato il profilo di soluzioni compositive precedenti. Si osservano correzioni nella posizione degli arti, riallineamenti delle linee di prospettiva architettonica e ripensamenti nelle espressioni dei personaggi. La capacità di separare lo spettro chimico dei materiali sottostanti da quelli superficiali permette agli storici dell'arte e ai restauratori di ricostruire la sequenza cronologica dei tratti, documentando la genesi del pensiero raffaellesco prima della trasposizione su intonaco fresco.

Conservazione preventiva, luce ultravioletta e strisce di carta giapponese

L'osservazione condotta in laboratorio sotto luce ad ultravioletti (UV) rappresenta un altro tassello essenziale per il monitoraggio dello stato di conservazione. La fluorescenza UV mette in evidenza la distribuzione dei resti leganti, la presenza di adesivi organici storici e i restauri pregressi non visibili a occhio nudo. Sotto questa sorgente luminosa, la grana della carta antica rivela le variazioni biologiche e le reazioni della cellulosa, consentendo di distinguere con esattezza le zone integre da quelle bisognose di consolidamento mirato.

L'intervento conservativo contemporaneo esclude approcci invasivi come il lavaggio completo o la deacidificazione chimica aggressiva. Al contrario, si privilegiano operazioni puntuali di restauro meccanico e strutturale. In laboratorio, i tecnici operano utilizzando righelli di precisione millimetrici e ingrandimenti ottici ad alto ingrandimento per applicare sottilissime strisce di carta giapponese al milligrammo, prodotte con fibre di kozo o mitsumata. Queste strisce, fissate con adesivi eterici idrosolubili a reversibilità garantita, vengono collocate lungo i margini indeboliti o sui tagli storici del foglio per restituire coesione meccanica senza alterare la risposta elastica originale del supporto.

Stratificazione culturale e prassi diagnostiche per il futuro

La gestione del Cartone preparatorio per la Scuola di Atene presso la Pinacoteca Ambrosiana incarna l'evoluzione della disciplina del restauro nell'era della conservazione preventiva e predittiva. L'integrazione di dati fisici, chimici e storico-artistici in modelli digitali ad alta definizione trasforma il cartone in un archivio informativo multistrato. Ogni singola indagine termografica o spettrometrica non si limita a fotografare lo stato attuale dell'opera, ma fornisce parametri di confronto per i futuri controlli microclimatici all'interno della teca di esposizione a filtraggio totale.

Il dialogo tra la materia cartacea del Cinquecento e le tecnologie di analisi molecolare del presente dimostra come il patrimonio culturale possa essere riscoperto in modo continuativo senza che ne venga intaccata la delicata sostanza fisica. Svelare i ripensamenti a carboncino di Raffaello senza scalzare una singola fibra di cellulosa rappresenta il punto d'arrivo di una visione della tutela scientifica basata sul rispetto assoluto della memoria materiale dell'arte.